|
25 APRILE 2005 --- INIZIATIVE
IN ZONA |
|
25 APRILE
ORE 21
NOVARA
|
Lunedi’ 25
aprile 2005 alle ore 21 presso l’Auditorium del Conservatorio “Cantelli”
di Novara, nell’ambito del ciclo di pubbliche letture “Mi ricordo quei
giorni”,
Ottavia Piccolo leggera’
brani di romanzi, memorie e poesie in occasione del 60° anniversario
della Liberazione.
La performance sara’ accompagnata dall’esecuzione di brani musicali del
Paolo Paliaga Quartet.
(C.S.)
|
|
25 aprile
ore 16,00
VARALLOPOMBIA |
Varallo Pombia - proiezione
cortometraggio "I ribelli" - Intervento di R. Barisonzo
“Per tutti” cortometraggio di M. Bianchini
Intervento di G. Musetta in ricordo di don
Giuseppe Rossi |
|
25 APRILE
MEZZOMERICO
(NO) |
2 5 A P R I L E
Festa della Resistenza
Ore 10 : Deposizione di una
corona alla lapide posta in Via Suno in memoria del Partigiano Vittorio
Colombo
Ore 16 : Al "Cason" di Via Vaprio
in Mezzomerico Spettacolo "Le Rotaie della Memoria"
di Giulia Viana
Organizzato dall'Amministrazione Comunale in collaborazione con il
Coordinamento Provinciale per la Pace e la Biblioteca Civica a cura del
"L'Altra Eva" di Oleggio con la presenza del Presidente della Provincia
Sergio Vedovato
Il Sindaco:Pietro Mattachini
(C.S.)
|
|
25 aprile
Borgomanero(NO) |
Quest'anno il
25 aprile a Spazioper (parco
della Resistenza a
Borgomanero(NO)
verrà ricordato in questo
modo:
alle 10.45 ci sarà il discorso
commemorativo della prof.ssa
Antonella Braga.
alle 15,30 il teatro resistente,
in via Moro (ingresso gratuito)
Si tratta di un "prima"
preparata dal regista torinese
Enrico Gentina che incrocia le
storie della Resistenza
borgomanerese (tra le altre
quelle di mora e gibin, della
cacciana) con la storia
d'Italia. E' uno spettacolo che
rende l'angoscia della guerra,
l'ansia delle attese, impostato
al femminile.
La storia risuona tra un gruppo
di donne, che sono quelle che
più di altre soffrono delle
morti dei loro compagni, delle
separazioni dai mariti, hanno
ansie e preoccupazioni che
finiscono su di loro ed alla
fine anche loro devono
scegliere: spettatrici di una
guerra o stare con chi rischia
la vita?
Continua anche l'avventura dei
BeFolk. Inciso il cd a Spazioper
(sarà presto disponibile) la
band di dieci musicisti continua
la serie di concerti:
Trecate
(23 aprile, 21,30),
Gozzano (al Liceo il 28 maggio),
BorgoTicino (2 giugno),
Carpignano Sesia (5 giugno),
Baveno
(18 giugno).
Le date precedenti di Borgo e
Romagnano hanno visto la
presenza di un pubblico
particolarmente numeroso ed
attento, eterogeneo, che andava
dai ragazzini agli ex
partigiani.
http://www.spazioper.net
(C.S.)
|
|
25 APRILE
TRECATE (NO) |
Per celebrare
la Festa del 25 APRILE
concerto dei BEFOLK
23 aprile alle 21,30
in piazza Cavour a Trecate.
La
band è composta da 10 musicisti,
con sessione fiati, cornamuse,
flauti, il genere musical è
powerfolk.
Il
gruppo ha riarrangiato le
musiche partigiane e durante lo
spettacolo verranno proiettate
le immagini sulla Resistenta che
scorreranno sul fondale.
Info:http://www.befolk.it
Per celebrare il
60° anniversario della
Liberazione e la Festa del 25
APRILE Vedogiovane ed A.n.p.i,
insieme alla Provincia di
Novara, hanno pensato di
promuovere lo spettacolo dei
BeFolk, che coniuga musica ed
arti visive e digitali.
L'intenzione è quella di
riflettere sul tema della
Resistenza e sui valori che,
ancora oggi, riesce a
trasmetterci. Lo scopo è non
solo quello di "fare memoria",
ma anche quello di attualizzare
il significato della Resistenza,
per comprendere che la
democrazia e la pace non sono
state conquistate una volta per
sempre, ma vanno difese ogni
giorno per evitare che gli
orrori che sono successi allora
si ripetano. Il progetto era
iniziato qualche anno fa con
l'intenzione di riarrangiare
alcune canzoni partigiane, a
partire da "Il partigiano
ardente" che il Capitano Bruno
aveva cantato in un incontro
tenutosi presso la scuola di
alcuni componenti del gruppo. Da
allora si è arrivata ad una band
con una fisionomia ben più
articolata, costituita da dieci
musicisti e con una sezione
fiati. Attraverso un accurato
lavoro di ricerca il repertorio
musicale si è ampliato e la
scaletta ora comprende, oltre a
Il partigiano ardente, Bella
Ciao, Fischia il Vento, Valsesia,
Figli dell'officina, Quei
briganti neri, Gorizia, La
brigata Garibaldi, molti altri
pezzi. La forza dei pezzi non si
trova solo nei testi, ma anche
nell'eclettica veste musicale,
che riesce a coinvolgere con la
sua energia giovani e non. Lo
spettacolo però non si limita al
concerto, infatti, grazie alla
collaborazione con
l'Associazione Culturale Occhi
Aperti, contemporaneamente alla
musica, su un megaschermo,
vengono proiettate delle
immagini e delle parole che
riprendono i temi delle canzoni
(es. spezzoni di film
neorealistici, foto di allora,
immagini della Resistenza, anche
locale). Il pubblico riceve un
fascicolo con una breve
introduzione sulla Resistenza e
sugli eventi oggetto della
commemorazione.
Vedogiovane ,
A.n.p.i, Provincia di Novara
(C.S.)
|
|
RICEVIAMO E
PUBBICHIAMO questo documento dalla
Commissione “Giustizia e Pace” delle
diocesi di Novara e Vercelli. |
|
Il 25 aprile di sessanta
anni fa l’Italia veniva definitivamente liberata dal fascismo e
dall’occupazione nazista. Che parte ebbero i cattolici nella Resistenza
e nella transizione? In che modo il contributo dei credenti influenzò la
stesura della Costituzione della nuova democrazia, nata dall’opposizione
alla dittatura? Domande attuali, specialmente in tempi di revisionismo
storico, in cui si tende a parlare della lotta partigiana come di una
«guerra civile» e a porre sullo stesso piano chi combatteva per
riconquistare la libertà e chi stava con i repubblichini. Domande
attuali, mentre la nostra Carta costituzionale è sottoposta a una
riforma radicale che rischia di stravolgerla. Per questo, non bisogna
dimenticare.
A PROPOSITO DI RESISTENZA…
Non è un mistero per nessuno che a sessant’anni dalla liberazione, il
lieve venticello del revisionismo sia diventato una corrente gagliarda
che soffia a tutto spiano su quest’Italia di inizio terzo millennio, che
vive, sta in piedi e prospera, proprio grazie al seme della Resistenza
cresciuto in anni difficili e consolidatosi sempre di più grazie a quei
valori che gli amanti della libertà seppero dargli con molti sacrifici,
a volte col prezzo della vita. Oggi si assiste inoltre ad un
affievolirsi sempre più marcato di tutto ciò che la Resistenza ha
generato nella storia civile del nostro paese. Si assottiglia sempre più
la schiera dei protagonisti, di coloro cioè, che possono ricordare ai
più giovani le tragedie e le speranze legate a quel periodo.
Ci si mettano pure le colpe di una scuola che poco ha fatto per
depositare nelle coscienze degli italiani il nesso Resistenza –
Costituzione, unito ad una società che ha fatto del vivere passivo quasi
una norma morale, e si capirà come spesso e volentieri si accettano
acriticamente e magari inconsapevolmente, le micidiali tendenze
revisionistiche di questi ultimi anni.
Scriviamo queste cose con la consapevolezza che il contributo dei
cattolici alla lotta di liberazione, non solo è storicamente vero e
accertato, ma anche e soprattutto perché nella Costituente che ereditò i
valori più alti della Resistenza, la componente cattolica seppe fondersi
in modo articolato con le altre componenti che rappresentavano l’Italia
liberata. |
Il contributo cattolico alla Resistenza,
non è stato importante solo per i giovani che andarono in montagna a
combattere il Nazi-fascismo, ma anche per il fatto che seppe creare un
tessuto di solidarietà tra popolazione civile e partigiani, che permise
a questi ultimi di muoversi come pesci nell’acqua, godendo di un’ampia
copertura che la gente seppe offrire proprio perché idealmente (anche
senza imbracciare un’arma) si schierava accanto a dei combattenti per la
libertà.
L’appoggio morale e materiale e le
coperture, che i partigiani ricevettero da amplissimi strati della
popolazione di un’Italia ancora soggiogata dal tallone nazi-fascista, è
li a dimostrare come il senso comune della gente normale, non
direttamente coinvolta in eventi bellici, fosse ampliamente schierato
dalla parte di chi lottava per la liberazione del nostro Paese. In clima
di strisciante restaurazione per quieto vivere, a volte, s’invoca la
“buona fede” di chi combatteva da una parte e dall’altra, altre volte,
si chiede “rispetto” per tutte le vittime della violenza al fine di
arrivare ad avere una memoria condivisa che non laceri più di tanto la
società italiana.
Oggi purtroppo si assiste, in maniera sempre più subdola e marcata al
tentativo di porre sullo stesso piano, fascisti e antifascisti,
partigiani e repubblichini. Crediamo davvero difficile che si possa
pensare di dare pari dignità come belligeranti, sia ai partigiani che
combattevano per la Libertà, che ai fascisti della Repubblica di Salò
che difendevano con le unghie e con i denti l’esanime dittatura di
Mussolini.
Riteniamo che in questo momento, proprio per ricordare al paese intero
che i valori che ispirarono la lotta di liberazione debbano essere
fedelmente custoditi per tramandarli alle nuove generazioni, sia un
doveroso omaggio a tutti i caduti per la Libertà, ai 46.187 caduti
partigiani e agli oltre 40.000 deportati, militari e civili, torturati,
fucilati e impiccati, così come il rispetto che si deve ai soldati
italiani internati in Germania che non vollero ritornare in Italia a
combattere per la Repubblica Sociale di Salò, subendo di conseguenza i
campi di concentramento tedeschi, sia un tributo morale al quale non
possiamo sottrarci.
Crediamo che i morti di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Fossoli,
Boves e di tanti altri centri minori della nostra terra, debbano essere
ricordati come vittime di eccidi perpetrati in nome di un odio
sconfinato al servizio di una dittatura, porre sullo stesso piano
vittime e carnefici, la riteniamo un’operazione di maquillage
antistorico che non può e non deve essere portato a compimento, pena la
rinuncia a credere negli ideali di libertà che proprio la lotta
antifascista ha inserito nel Dna dell’Italia Repubbicana.
|
|